Mario Adinolfi (PdF): “Una manovra che insulta la Famiglia”

Mario Adinolfi (PdF): “Una manovra che insulta la Famiglia”

COMUNICATO STAMPA – Padova 13 / 11 / 2019
PdF di Padova: “Non affidiamo a Dracula la banca del sangue”
Lo ha dichiarato oggi Mario Adinolfi, presidente del Popolo della Famiglia riferendosi alla manovra economica dell’attuale governo in discussione in questi giorni in Parlamento. «Di Maio e il M5S non hanno in alcun modo proposto sostegni alla famiglia, di Family Act non ce n’è neanche l’ombra e Italia Viva ha fatto sparire il tema dalla sua agenda comunicativa, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri del Pd ha quantificato in 2.8 miliardi di euro in tre anni le risorse destinate alla famiglia, meno di un miliardo l’anno.» ha continuato Adinolfi ricordando amaramente che destinare a 17 milioni di famiglie italiane meno di un miliardo di euro l’anno, significa destinare meno di cinque euro al mese a ciascuna di esse. Ripercorrendo gli annunci degli ultimi mesi riguardanti azioni a favore delle famiglie, ci assale un senso di amarezza, per non dire di più. La cronologia delle chiacchiere sulle politiche pro-family la ricorda brevemente Adinolfi: «A 15 giorni dalle elezioni europee (11 maggio 2019) Di Maio, De Michieli, Rampelli e Carfagna si abbracciavano in foto con il Presidente del Forum delle associazioni familiari, promettendo 16 miliardi di euro in sostegno pro-family. Il giorno seguente (12 maggio) flashmob con Meloni davanti a Montecitorio con passeggini vuoti e un enorme striscione con la scritta “reddito di maternità. Il 20 maggio Di Maio portava in Consiglio dei ministri il “decreto famiglia” con misure di immediato sostegno compreso un assegno fisso per ogni figlio e la detrazione fiscale del 19% delle spese sostenute come pannolini e latte in polvere. Il 21 maggio il ministro della Famiglia leghista Fontana, annunciava un “piano per la famiglia” da 10 miliardi di euro. Con il cambio di governo alla prima stesura della finanziaria Italia Viva di Renzi annunciò un “Family Act” e il Pd rilanciò assicurando l’introduzione di un assegno da 240 euro per ogni figlio, molto simile al modello richiesto dal presidente del Forum delle associazioni familiari nell’incontro dell’11 maggio.» prosegue Adinolfi sottolineando che tutti conosciamo la fine della storia: «I rappresentanti di M5S, Fratelli d’Italia, Pd e Forza Italia non hanno dato alcun seguito concreto agli impegni assunti con la foto dell’11 maggio. Né Meloni né alcun parlamentare di Fratelli d’Italia ha presentato anche solo un disegno di legge per istituire in Italia il reddito di maternità, eppure bastava copiare il progetto di legge di iniziativa popolare depositato dal Popolo della Famiglia in Corte di Cassazione e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 10 novembre 2018. Il “decreto famiglia” portato in Consiglio dei ministri da Di Maio il 20 maggio è stato affondato da Salvini che non poteva consentire che a cinque giorni dalle elezioni quel risultato fosse intestato al M5S.» L’impegno sbandierato è stato tutto concentrato sugli asili nido, ma in realtà la stragrande maggioranza delle famiglie non avrà alcun beneficio dalla manovra economica varata da Pd, M5S, Italia Viva e LeU. «Per le famiglie numerose, ridotte quasi in povertà, per le quali tutti i partiti politici si erano impegnati a varare il “fattore famiglia” (quello che noi del PdF preferiamo chiamare più chiaramente “quoziente familiare”) prima delle elezioni del 4 marzo 2018, nulla è arrivato. Niente di niente, altro che riforma fiscale. Per combattere la denatalità e incentivare le giovani coppie a mettere su famiglia e fare figli, niente di niente» incalza Adinolfi, che ribadisce come a chiacchiere sono tutti d’accordo nell’affermare che la peste bianca d’Italia è la tragedia chiamata culle vuote, ma quando dalle chiacchiere si deve passare alla produzione tutto si arena. «Serve un cambio di passo e di paradigma, chi crede che le politiche per la vita e per la famiglia siano la priorità necessaria per disincagliare questo Paese dalla palude in cui è affondato, deve lavorare al rafforzarsi di chi di queste politiche ha fatto il senso stesso della propria azione.» affermano dal Circolo di Padova del Popolo della Famiglia perché «affidare le politiche familiari a questi partiti equivale ad affidare a Dracula la banca del sangue: se ne ciberà per darsi sostentamento, restituendo nulla.» «L’ennesimo insulto alla famiglia sia almeno di definitivo insegnamento e provochi il necessario disincanto così come la spinta a sperimentare strade nuove fino ad ora considerate non degne di “voto utile”. Ma se il voto utile l’avete dato a chi è inutile rispetto alle battaglie che dite di avere a cuore, non credete d’averlo clamorosamente sprecato? Non ripetete ancora questo tragico errore.» ha concluso Mario Adinolfi, presidente nazionale PdF.

Popolo della Famiglia: “Mirko De Carli a Camposampiero (PD) il 15 maggio”

COMUNICATO STAMPA – PADOVA
Boddi PdF Padova: “Come promuovere lavoro e Famiglia da cristiani impegnati.”

«Mirko De Carli, coordinatore del Popolo della Famiglia per il Nord Italia, interverrà a Camposampiero il 15 maggio alle ore 21, presso la Casa di Spiritualità dei Santuari Antoniani, per una conferenza dal titolo “Senza lavoro non c’è Famiglia, senza Famiglia non c’è lavoro – come promuovere lavoro e Famiglia da cristiani impegnati”.» così Maria Verita Boddi, presidente del Popolo della Famiglia di Padova.
«Le grandi sfide del nostro tempo riguardano il rilancio del soggetto Famiglia, quale protagonista della società Italiana. Attraverso una visione di stato ad ogni livello, che riconosca nella Famiglia non un costo ma una risorsa, un’opportunità.» prosegue Mirko De Carli. «Il modello di sussidiarietà per la Famiglia ad ogni livello fiscale, economico e produttivo è il modello di riferimento del Popolo della Famiglia, che viene rilanciato nel corso della conferenza, come già fatto in Italia nel corso del mio #GiroXItalia, prendendo spunto dalle esperienze positive già realizzate in alcune regioni come la Lombardia.» Ancora De Carli «”Non faccia lo Stato quello che il privato può fare bene e meglio” e “Più Società e meno Stato” sono stati gli slogan di alcune iniziative di buon governo che sono punti di riferimento di politiche a favore delle famiglie, famiglie che oggi soffrono e chiedono pane e lavoro.» Conclude Boddi, presidente del Circolo PdF di Padova «Il Popolo della Famiglia è nato dall’esperienza dei Family Day del 2015 e 2016, e partecipando negli ultimi due anni a tutti gli appuntamenti elettorali, vuole restituire speranza al cattolicesimo politico in quanto tale. Senza lavoro non c’è famiglia, senza famiglia non c’è lavoro. Perché la cellula fondamentale della società è la Famiglia, ed il nostro impegno come cristiani impegnati in politica è a favore della famiglia. Vi aspettiamo quindi martedì 15 maggio alle ore 21 a Camposampiero presso la Casa di Spiritualità dei Santuari Antoniani.»

Il Popolo della Famiglia: “NO alle aperture indiscriminate di domenica e festivi!”

COMUNICATO STAMPA – PADOVA

Mirko De Carli PdF: “Domenica in Famiglia è questione di Civiltà!”

«Primo maggio. Non si può dire Festa del lavoro e dei lavoratori finché a tutti coloro che lavorano non siano stati nuovamente riaffermati la domenica e i giorni di festività del calendario civile come tempo per la Famiglia. Ancora oggi troppe donne e uomini passeranno questo primo maggio al lavoro, come tante domeniche durante l’anno.» Con queste parole Danilo Bassan, consigliere del Circolo di Padova del Popolo della Famiglia, ribadisce uno dei princìpi che sono nel dna del PdF. «Garantire la domenica libera, da spendere e dedicare alla Famiglia e non al lavoro: questo il nostro impegno.» prosegue Bassan «Ultimamente assistiamo ad una società sempre più pervasa, dominata e colonizzata in ogni ambito da una globalizzazione consumistica sfrenata che mettendo al primo posto la ricerca del massimo profitto possibile, pensa che l’unica risposta possibile per vivere bene sia aumentare orari e giornate di apertura. Ormai quasi tutte le domeniche ed i festivi negozi e centri commerciali restano aperti, e non solo in città ad alta frequentazione turistica, come Padova, ma anche in periferia e provincia. Il Popolo della Famiglia pensa che non sia questa la soluzione, e crediamo sia necessario rimettere la giornata festiva nella sua dimensione verticale di riposo con la Famiglia. Apprezziamo quindi che molti centri commerciali e negozi abbiano scelto di tenere chiusi i propri punti vendita a Padova, purtroppo queste scelte non sono state seguite da altre catene della Grande Distribuzione.» Continua Mirko De Carli, coordinatore per il nord Italia del PdF «Per noi la #DomenicaInFamiglia è una questione di civiltà, e lo affermiamo facendo nostre le parole di un imprenditore che ha segnato la storia del novecento italiano, Adriano Olivetti: “La fabbrica non può guardare solo all’indice dei profitti. Deve distribuire ricchezza, cultura, servizi, democrazia. Io penso la fabbrica per l’uomo, non l’uomo per la fabbrica, giusto? Occorre superare le divisioni fra capitale e lavoro, industria e agricoltura, produzione e cultura. A volte, quando lavoro fino a tardi vedo le luci degli operai che fanno il doppio turno, degli impiegati, degli ingegneri, e mi viene voglia di andare a porgere un saluto pieno di riconoscenza”.» Conclude Bassan del PdF Padova: «È il nostro tempo, è il tempo del Popolo della Famiglia per combattere le battaglie come quelle della dignità della persona e del lavoro, che sono parte integrante del dna del PdF.»