IL NUOVO MANIFESTO DI VENTOTENE di Mario Adinolfi

Nel 1941, mentre erano al confino sull’isola di Ventotene come antifascisti, Altiero Spinelli e Ernesto Rossi scrissero il testo “Per un’Europa libera e unita” passato alla storia come il Manifesto di Ventotene. Dopo oltre ottant’anni la concreta costruzione dell’Unione europea appare fallimentare e coercitiva per i popoli: l’intuizione operativa dei cattolici De Gasperi, Schumann e Adenauer che diede vita alla Cee, madre dell’attuale Ue, è logorata dal tempo e da troppi colossali errori.
Abbiamo così davanti l’Europa dei burocrati, dei banchieri, dei massoni: un’Europa arcigna e particolarmente matrigna nei confronti del popolo italiano. Un’Europa da contrastare così com’è oggi, per ricostituirla su basi solide e radici valoriali profonde partendo dall’Italia culla della civiltà europea. Serve, insomma, un nuovo Manifesto di Ventotene che recuperi le intuizioni migliori del documento di Spinelli e Rossi, attualizzandole per evitare il definitivo disastro che è ormai accompagnato alla sola parola “Europa” nel comune sentire dei cittadini italiani e continentali. Lo propongo con il titolo: Per un’Europa federale, solidale e cristiana. L’Europa dei popoli contro l’Europa dei burocrati.
Il federalismo hamiltoniano che era alla base del Manifesto del 1941 resta l’intuizione migliore del testo di Spinelli e Rossi e va vivificata. L’Unione europea che vuole dettare ai singoli Stati membri anche la misura dei pesci da pescare oltre che le norme in materia di vita e famiglia, più in generale producendo una forzata omologazione persino sui cosiddetti “nuovi diritti civili”, è destinata a frantumarsi perdendo progressivamente pezzi come Brexit insegna. C’è un solo modo per evitare la frantumazione dell’Ue ed è dichiarare storicamente conclusa l’esperienza dell’Ue per evidente fallimento. Da questa presa d’atto, poi, potranno nascere gli Stati Uniti d’Europa: una federazione tra Stati pienamente sovrani che mettono in comune la politica estera e di difesa, eleggono a suffragio universale un presidente e un Parlamento federale, partendo da valori condivisi, primo tra i quali il riconoscimento della radice cristiana come fondativa della comune appartenenza.
L’Italia contribuirà a questo percorso con il modello “nuova Ventotene”: un’inversione del trend da inverno demografico con l’applicazione di provvedimenti di sostegno alle nascita come il reddito di maternità capace di abbattere la piaga del ricorso all’aborto con la proclamazione del diritto universale a nascere; la valorizzazione delle profonde radici storiche del territorio, che hanno dimensione plurimillenaria, al fine di generare consapevolezza dell’appartenenza a un percorso progressivo della storia umana; la riscoperta dell’attività agricola come settore primario dell’economia insieme a quello energetico che può puntare massicciamente sulle fonti rinnovabili garantite dal vento, dal sole, dalle risorse idriche; la cultura del turismo e dell’accoglienza come progetto di salvaguardia dell’identità di ogni singolo popolo e di ricchezza comune e solidale; la centralità della famiglia naturale e dell’impresa familiare come motore di sviluppo della principale forza che è il capitale umano; la salvaguardia della salute della persona con l’abbattimento dei principali fattori di rischio a partire dalla creazione di un sempre più ampio spazio totalmente smoke-free per mantenere sotto controllo la spesa sanitaria e sfuggire così ogni tentazione di implementare politiche eutanasiche o di sostegno al suicidio; la formazione dei giovani secondo parametri di istruzione pubblica adeguati alla profondità della radice storica espressa dal territorio da accompagnare ad una sottolineatura della pratica e dei valori dello sport; l’impiego di fondi in misura via via crescente in cultura, ricerca e innovazione tecnologica per l’immediata applicabilità nel campo industriale e della sostenibilità ambientale; la riscoperta del ruolo prezioso che hanno per la società tutti i soggetti più fragili: i bambini, gli anziani, i malati, i disabili, tutti coloro che rischiano di essere considerati con fastidio da quella che Papa Francesco chiama “la cultura dello scarto”.
Questo nuovo Manifesto di Ventotene si pone, in conclusione, l’obiettivo di rendere l’Italia centrale rispetto allo sviluppo fondativo di un’Europa finalmente e davvero federale, solidale e cristiana. Poiché i grandi progetti nascono da una concreta sperimentazione “in laboratorio”, i firmatari si impegnano a costruire i primi percorsi verificabili delle idee proposte già con l’amministrazione del comune di Ventotene a cui si candidano nelle elezioni del 12 giugno 2022. Come primo firmatario e promotore del Manifesto il mio personale impegno è rendere fruibili i contenuti di questo documento a chiunque voglia applicarli, offrendone la massima diffusione possibile.
Che Dio ci assista in questo percorso, che le Dodici Stelle della corona di Maria offrano luce per indicare la strada, che San Benedetto e Santa Caterina patroni d’Europa soccorrano i nostri passi quando saranno inadeguati.
Scritto in Ventotene il 9 giugno 2022