LA SCELTA DI MIGUEL di Mario Adinolfi

LA SCELTA DI MIGUEL di Mario Adinolfi

I giornali raccontano del “divorzio” tra Miguel Bosè e il suo compagno e della decisione di “spartirsi” (incredibile, viene usato proprio questo verbo in molte titolazioni) i figli, due coppie di gemelli acquistati tramite la procedura dell’utero in affitto. Tra i due gay litiganti verrà piazzato un oceano di mezzo e dunque la separazione è di quelle pesanti e traumatiche. Già è terribile per un bimbo se papà lascia alla mamma la casa di Prati e va a vivere all’Eur, figurarsi frantumare anche i rapporti fraterni e piazzarsi a continenti di distanza. Disumano, al limite dell’incomprensibile. Molti ricordano La Scelta di Sophie, lo straziante film in cui una perfettamente tragica Meryl Streep deve decidere quale dei due figli non vedere più, costretta a farlo da eventi più grandi di lei. Per i più confidenti con le Sacre Scritture tornerà alla mente l’episodio di re Salomone e delle due donne che reclamano lo stesso figlio e il re le mette alla prova trovando un saggio modo per “spartirlo”: a fil di spada. Una metà a una donna, una metà all’altra. Lì esce fuori la vera madre, che dice di consegnarlo all’altra ma di non ucciderlo. Sono episodi che raccontano come sia davvero incomprensibile, umanamente impensabile, l’idea per un genitore di doversi privare del rapporto con i propri figli. E raccontano anche come dall’utero in affitto non possa derivare vera genitorialità, i figli acquistati con una transazione di tipo commerciale dopo aver pagato la donna che li partorisce sono ipso facto ridotti a cose. Le cose, sì, si possono spartire. Il tv al plasma a te, l’aspirapolvere senza fili a me. I figli no. Sophie muore suicida, il dolore è troppo grande. E la vera madre dell’episodio di Salomone rinuncia al figlio pur di non vederlo “spartito”. Ma sono vere madri, appunto.

LE PAROLE DEI VESCOVI A CAMALDOLI di Mario Adinolfi

Alla festa nazionale de La Croce che si è svolta nei luoghi del Codice di Camaldoli sono arrivate le parole davvero profonde di importanti uomini di Chiesa. L’arcivescovo di Trieste, Giampaolo Crepaldi, di cui abbiamo pubblicato su La Croce l’intero denso intervento, ci ha spiegato che la transizione è finita e che per i cattolici impegnati in politica è il tempo o della dissoluzione nell’indistinto dell’irrilevanza o di una vera rinascita fondata su una capacità di rievangelizzazione della società.
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INCIVILE di Mario Adinolfi

INCIVILE di Mario Adinolfi

Nel corso della trasmissione “I Lunatici” condotta su Rai RadioDue da Arduini e Di Ciancio, il vicepremer Matteo Salvini ha dichiarato: “Riconoscere la prostituzione è una questione di civiltà”. Alcuni la pensano come lui. Molti, forse. Qui proviamo a far suonare una diversa campana.
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Decima prima pagina consecutiva de La Verità contro il Papa e la Chiesa. Di Mario Adinolfi

Decima prima pagina consecutiva de La Verità contro il Papa e la Chiesa. Chi avesse solo questo giornale come fonte di informazione si sarebbe fatto questa idea della Chiesa di Cristo: è un’associazione a delinquere dominata nei suoi più alti vertici da una lobby omosessuale e pedofila in cui colui che si fa chiamare vicario di Gesù in Terra è in realtà un vecchio ipocrita malversatore che copre i pederasti, un po’ pure babbeo perché manovrato da loro.

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FORZA ORBAN di Mario Adinolfi

Vedendo le tarantolate manifestazioni di protesta contro Orban a Milano che incontra Salvini, mi vengono in mente un paio di osservazioni, per la Boldrini come per i manifestanti e per lo stesso Salvini. Orban non è un fascista e uno xenofobo, è un leader del Partito popolare europeo.
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IO PREGO PER PAPA FRANCESCO di Mario Adinolfi

In questo attacco durissimo portato a Papa Francesco dal quotidiano La Verità e dal sito americano Lifesitenews, con il documento di undici pagine firmato dall’ex nunzio negli Stati Uniti arcivescovo Carlo Maria Viganò in cui si chiedono le dimissioni del Pontefice perché avrebbe coperto conoscendoli i misfatti del cardinale McCarrick noto predatore omosessuale, mi colpiscono due cose

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